

Scipione Ammirato "il Giovane" (pseudonimo di Cristoforo Del Bianco) nacque nel 1582 da un muratore montaionese, Francesco, e da Susanna Marchi. All'età di sedici anni si trasferì a Firenze e prese servizio come scrivano presso lo storico Scipione Ammirato, incaricato dal granduca Cosimo I de' Medici di redigere le Storie Fiorentine.
Alla morte del maestro, avvenuta il 30 gennaio 1600, il giovane montaionese ereditò nome e possedimenti in Toscana dell'Ammirato e continuò a lavorare alle opere del suo predecessore rimaste incompiute, aggiungendovi notizie nuove che egli poteva facilmente reperire nell'Archivio della città di Firenze in quanto lavorava come impiegato presso "l'Uffizio delle Riformagioni".
Dopo aver conseguito il titolo di dottore in teologia, Scipione Ammirato il Giovane iniziò una brillante carriera alla corte medicea: fu segretario del granduca di Toscana e del principe Lorenzo de' Medici e dal 3 dicembre 1609 al 17 giugno 1614 ricopri incarichi diplomatici presso la corte di Francia per il granduca Cosimo il.
Dal 1641 al 1647 fece stampare la seconda edizione delle "Storie Fiorentine" di Scipione Ammirato il Vecchio, ampliate ed aggiornate dall'antico allievo ormai diventato ricco e famoso.
Scipione morì a Firenze nel 1656 e, per sua espressa volontà, fu seppellito nella Chiesa di San Regolo, a Montaione allora dedicata a San Bartolommeo.
L'Ammirato era sempre rimasto molto legato al paese natale, tanto che, nel 1635, aveva fatto ristrutturare a sue spese la chiesa principale. Nel testamento Scipione Ammirato il Giovane stabilì che gran parte delle sue considerevoli sostanze andasse alla parrocchia e alle suore di Montaione. Ogni Venerdì Santo, inoltre, doveva essere assegnata per volontà dell'Ammirato una dote di sessanta scudi ad una ragazza montaionese povera, ma di onorati costumi, che entro un anno si doveva sposare: questa usanza introdotta dall'Ammirato è sopravvissuta a Montaione fino al secolo scorso.
La lapide tombale di Scipione Ammirato il Giovane è ancora oggi visibile attraversando l'Arco del Pievano che congiunge la centrale via Roma con la piazzetta Ammannati.
Fonte: Editoriale Tosca srl - Pubblicazione promossa dal Comune di Montaione, testo di Veronica Campinoti.