

Francesco Chiarenti nacque a Montaione nel 1766; il padre Quintino Pasquale era proprietario terriero che intorno alla metà del XVIII secolo aveva ricoperto alcuni incarichi pubblici presso il comune di Montaione; la madre Caterina faceva parte di una nota famiglia pisana, i Vacca Berlinghieri.
Francesco si trasferì giovanissimo a Pisa, allo scopo di studiare medicina, e fu ospitato dallo zio materno, il medico Francesco Vacca Berlinghieri, che si occupò dell'educazione del nipote.
Una volta terminati gli studi, Chiarenti esercitò la professione medica a Firenze, ottenendo un buon successo; nel 1789 pubblicò nel capoluogo toscano il saggio intitolato "Delle diverse teorie riguardanti le fisiche funzioni de'nervi".
Le pubblicazioni mediche di Chiarenti furono molto apprezzate anche fuori dei confini del Granducato di Toscana ed in particolare ottennero un buon successo presso l'università di Pavia, dove insegnava il maggior fisiologo italiano del tempo, Lazzaro Spallanzani.
Nel 1799 Francesco Chiarenti abbandonò la professione medica per dedicarsi alla politica; appoggiò il governo filofrancese dei Reinhard e fu costretto a lasciare la Toscana dopo il 5 luglio 1799, data della cacciata dei francesi dai territori del Granducato ad opera degli austriaci. Chiarenti, dopo un soggiorno in Francia sul quale non si hanno notizie precise, ritornò in Toscana a seguito delle truppe francesi dei generale Miollis il 15 ottobre 1800.
Il 27 novembre dello stesso anno Chiarenti entrò a far parte del triumvirato che governò la Toscana fino al marzo del 1801; insieme a lui furono nominati triumviri Enrico Pontelli e Giovanni De-Ghores.
Fallita l'esperienza del triumvirato, Francesco Chiarenti si ritirò a vita privata e tornò ad abitare a Montaione, appassionandosi sempre più alla pratica dell'agricoltura; nei suoi possedimenti sperimentò una nuova organizzazione del lavoro, nuove coltivazioni e nuovi metodi per rendere il terreno collinare più produttivo.
Sempre nel 1801 Chiarenti divenne socio ordinario dell'Accademia de' Georgofili di Firenze, della quale fu nominato socio onorario nel 1819, anno nel quale pubblicò a Pistola le "Osservazioni sull'agricoltura Toscana", dove si parla diffusamente degli esperimenti condotti da Chiarenti nei suoi poderi montaionesi.
Francesco Chiarenti morì a Montaione il 20 giugno 1828, all'età di 62 anni. La lapide tombale dell'insigne scienziato ed uomo politico montaionese è ancora oggi visibile sulla facciata principale della Chiesa di San Regolo, nella quale Chiarenti fu sepolto.
Fonte: Editoriale Tosca srl - Pubblicazione promossa dal Comune di Montaione, testo di Veronica Campinoti.